A cosa serve la banca centrale?

A cosa serve la banca centrale?

Autonomia monetaria e sistema dei tassi di cambio
In condizioni di autogoverno, l’autonomia monetaria si ha quando la banca centrale di un governo sovrano è in grado di influenzare la sua propria offerta di denaro e, controllando l’offerta di denaro, influenzare l’andamento dell’economia interna. In un sistema di tassi di cambio fluttuanti, la banca centrale controlla l’offerta di denaro. Può aumentare l’offerta di denaro quando intende abbassare i tassi d’interesse interni per stimolare gli investimenti e spingere la crescita economica. In questo modo è anche in grado di ridurre il tasso di disoccupazione. Inversamente, può decidere di contrarre l’offerta di denaro e cercare di rallentare una crescita eccessiva e un crescente tasso d’inflazione.

In condizioni di autogoverno e di autonomia monetaria, la politica monetaria è uno strumento efficace che i governi possono utilizzare per controllare l’andamento dell’economia interna. La politica monetaria e la politica fiscale sono le due leve di controllo fondamentali che i governi hanno sull’economia nazionale.

La Banca d’Italia, o Bankitalia, non ha autonomia monetaria e non opera in uno Stato Sovrano in condizioni di autogoverno. I poteri della banca centrale italiana sono stati tutti trasferiti alla BCE e i poteri in politica economica dei governi italiani sono stati demandati alla commissione europea.

Del “colpo di stato finanziario” e del potere.
Il parlamento italiano è stato completamente esautorato dalle leggi sovranazionali del trattato di Lisbona; il trattato di Lisbona è stato ratificato dal parlamento italiano, sì, ma senza seguire la procedure di riforma previste dalla costituzione in casi di modifica delle statuizioni costituzionali; la costituzione italiana è, era, una costituzione rigida. Il colpo di stato consiste in questo, in una ratifica silenziosa e tecnicamente nulla, perché non conforme alle procedure costituzionali.

Il potere governa a condizione che la popolazione in cui governa sia acquiescente; e, tenuta all’oscuro dei fatti, o confusa dalla pretesa libertà d’espressione dei giornalisti e degli opinionisti di regime, la popolazione è arrendevole. Però il meccanismo può essere letto anche all’inverso: dato che il potere, per governare, ha bisogno dell’acquiescenza della pubblica opinione della popolazione dello Stato in cui governa, ciò implica che, in mancanza di tale acquiescenza, il potere non può più governare. E, se ciò non fosse vero, il potere non investirebbe tutto il tempo e le risorse che investe per creare consenso e arrendevolezza nell’opinione pubblica. Quindi è da qui che può iniziare una nova consapevolezza.

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