I Paradisi Fiscali e le società off-shore.
Paradisi fiscali
Cosa sono i paradisi fiscali?
Per cominciare, non esiste una definizione univoca dei paradisi fiscali; l’espressione “paradiso fiscale” è evidentemente una metafora che richiama l’idea di ambiti privilegiati rispetto a quelli ortodossi, nei quali alcuni fortunati navigano nell’oro a dispetto e a spesa dei contribuenti onesti che lavorano e pagano le imposte. Nella definizione più ampia dei moralisti poco avveduti che affollano gli spazi opinionisti della stampa privilegiata, un paradiso fiscale è ‘una giurisdizione che permette di evadere o di eludere le leggi di un altro paese”.
Molto in generale, dato che il luogo comune si impregna di considerazioni di carattere generale, “molte giurisdizioni (“paradisi fiscali”)si specializzano in alcune operazioni di natura finanziaria, attirando capitali e imprese che possono trarre vantaggio da specifiche lacune nella legislazione internazionale”. Nei cosiddetti “paradisi fiscali” trarrebbero profitto dalla “liberalizzazione selvaggia dei mercati finanziari” e dalla corrispondente mancanza di leggi e istituzioni che potessero coprire i vuoti normativi delle zone grigie dei paradisi fiscali, alcuni soggetti poco scrupolosi a discapito di altri soggetti moralizzati e più onesti.
Naturalmente NON è così.
1) I paradisi fiscali NON sono la causa primaria delle fughe di capitale all’estero, come non lo sono le società offshore costituite nei cosiddetti paradisi fiscali.
2) Se l’imposizione fiscale aumenta in alcuni paesi fino a raggiungere situazioni insostenibili (in Italia la punta minima dalla quale si può calcolare è il 45%), ciò NON è dovuto alla presenza dei cosiddetti paradisi fiscali.
3) NON è assolutamente vero che, a causa dei paradisi fiscali, i contribuenti onesti sono costretti a pagare più tasse e a versare più imposte per colmare la parte che non è stata versata dagli “evasori” che hanno le aziende offshore nei paradisi fiscali.
4) I paradisi fiscali NON sono assolutamente, e NON potrebbero assolutamente essere, la causa del disavanzo del bilancio pubblico.
5) Il successo economico dei paradisi fiscali NON ha niente a che vedere con il debito pubblico accumulato dai paesi occidentali.
6) L’austerità imposta dalle banche centrali occidentali ai governi occidentali è una tragica burla e NON è, non potrebbe mai essere, dovuta a situazioni di disavanzo o indebitamento pubblico dovuto all’evasione fiscale, a elusione fiscale o a qualunque altra operazione riconducibile all’attività di società offshore residenti in paradisi fiscali.
7) NON è aritmeticamente possibile pagare la spesa pubblica con le entrate erariali; nei paesi che non hanno sovranità monetaria non vi è via d’uscita al problema dell’indebitamento pubblico; per salvare il risparmio il paradiso fiscale è forse l’unica via di salvezza dei privati e delle imprese.
8) NON essendo aritmeticamente possibile pagare la spesa pubblica con le entrate del fisco, il luogo comune dell’attribuire all’evasione fiscale (e all’attività libera dei paradisi fiscali) il problema del disavanzo pubblico è una frode. Altre sono le cause della drammatica situazione in cui versano i paesi della zona Euro e non hanno nulla a che vedere con la libera attività dei paesi a regime fiscale meno opprimente che vengono detti paradisi fiscali solo perché vi operano amministrazioni meno rapaci e molto più coscienziose.
Per avere un’idea di quanto sia montata lo scandalo dei paradisi fiscali, è bene dare un’occhiata alle valutazioni del OCSE e a quanti e qual siano i paesi cosiddetti paradisi fiscali nelle liste nere dei paesi poco collaborativi nello scambio di informazioni commerciali con la comunità internazionale. Il segreto bancario e l’imposizione fiscale controllata non sono concetti fuorilegge o immorali. Sono esattamente l’opposto. Non è appropriato parlare quindi di paradisi fiscali quando ci si riferisce a giurisdizioni con poca burocrazia, e procedure semplificate, che impongono un contenuto regime fiscale; più che di paradisi fiscali parlerei di regimi fiscali moderati e avveduti. Introdurrei piuttosto, anziché insistere con la retorica dei paradisi fiscali, la nozione di inferni fiscali da attribuire a quei regimi che strozzano l’attività dell’impresa, soffocano l’economia con l’azione dissennata delle banche centrali e impongono regimi d’austerità per mettere in ginocchio intere nazioni a beneficio di poche famiglie industriali del centro Europa.
Studio Alpha Concept & Partners
Consulenti di diritto tributario Internazionale
Unit 1010, Miramar Tower, 132 Nathan Road,
Tsim Sha Tsui, Kowloon, Hong Kong
Tel: +85282180166; Email: info@societa-offshore.net ©
Le società off-shore
Sono società off-shore (cioè letteralmente “al largo della costa”, ossia fuori giurisdizione) le società che, essendo localizzate in un paese, non vi hanno stabile organizzazione né attività economica né reali soci residenti, ma che sono localizzate per beneficiare di particolari vantaggi offerti dagli ordinamenti dei cosiddetti paradisi fiscali.
I Paradisi Fiscali
Con questo termine si intende una situazione giuridica o di fatto particolarmente favorevole di un dato ordinamento rispetto alle esigenze dell’operatore: i benefici possono essere di tipo fiscale, ma anche societario, bancario, valutario, processuale, amministrativo, o più di queste cose insieme
Sono condizioni particolarmente favorevoli a chi opera e particolarmente sfavorevoli a chi svolge indagini volte ad aggirare il naturale diritto alla privacy bancaria, al principio della riservatezza personale e finanziaria.. Non solo: la diversità degli ordinamenti sotto gli aspetti indicati può essere sfruttata attraverso la combinazione di più aspetti: così si può costituire una società in uno Stato, operante in un altro, con conti in un terzo, e così via.
Alcuni paradisi fiscali sono “paradisi” societari, essendo snelle le formalità di costituzione di società ed essendo limitati i controlli fiscali e amministrativi sulle società stesse (vedi ad esempio Hong Kong); non vi si sopportano obblighi di tenuta della contabilità ed esistono procedure formali che consentono l’anonimato dei soci.
Le IBC (International business companies)
Quanto alla costituzione della società, le IBC (International business companies) possono essere costituite da un agente autorizzato, alla presenza di un testimone; l’iscrizione nel registro delle indicazioni riguardanti gli azionisti o gli amministratori è obbligatoria; i benefici normativi per le società offshore costituite nei paradisi fiscali sono notevoli, a fronte della limitazione dell’operatività con residenti nel paese di costituzione.
Le compagine sociale e all’amministrazione, nelle IBC
Quanto alla compagine sociale e all’amministrazione, nelle International Business company (IBC) le azioni possono essere registrate a favore di fiduciari ed i nomi dei beneficiari veri possono essere tenuti riservati. Il libro soci può essere conservato in ogni parte del mondo, il libro degli amministratori è presso la sede sociale ed è inviolabile. Le assemblee possono tenersi in qualsiasi parte del mondo, anche telefonicamente e gli azionisti possono essere rappresentati da un procuratore; il rappresentante legale può essere una società.
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Studio Alpha Concept & Partners: Costituire e gestire società offshore