2. Cina Popolare. Quadro legislativo
Cina Popolare, quadro legislativo
In Cina, dalla legge sulle Joint Venture (JV) di soli 15 articoli, promulgata nel 1979, che fissava i principi generali per la prima forma di investimento straniero nella Cina Popolare PRC, attraverso la più articolata Company Law del 1993. Nel 1997 è ripresa un’abbondante produzione normativa, la quale ha provveduto anche alla configurazione di nuove forme di investimento, più adeguate agli standard internazionali, fino alla nuova Company Law del 2005. Tale periodo di riforma ha visto in Cina un’abbondante produzione normativa e notevoli innovazioni nell’assetto generale dell’ordinamento interno: il codice di procedura penale cinese (1979), le leggi organiche sui tribunali e le procure del popolo (1979), la legge sui brevetti (1984), la legge sulle successioni (1985), i principi generali del diritto civile (1986), la legge sul contenzioso amministrativo (1989), la legge sui marchi (1993), la legge sulle procedure amministrative (1994), il nuovo codice penale cinese (1997), la legge sui titoli mobiliari (1998), la legge unificata sui contratti (1999), la legge anti-dumping (2001), la legge sul commercio della Cina con l’estero (2004), la legge sulla proprietà (2007), la legge sulla concorrenza sleale (2007), la legge fallimentare (2007), la legge sull’imposta sul reddito delle imprese operanti in Cina (2008), la legge sul contratto di lavoro (2008), e molte altre. In Cina, con la sperimentazione di nuove forme giuridiche, prima in “zone economiche speciali” poi estese a tutto il territorio della Cina popolare, il corpus legislativo per gli investimenti esteri si è arricchito prima di regolamenti, direttive e, per così dire, “leggine”, poi di leggi fondamentali, o “leggi quadro”, che fissano le coordinate definitive di fenomeni già presenti in talune aree del paese in forma regolamentare o nella prassi. Tra le leggi fondamentali, per chi è interessato ad investire in Cina, segnaliamo: la Sino Foreign Equity Joint Venture Law. (1979, “EJV Law”); le Sino Foreign Equity Joint Venture Law Implementing Regulations (1983, “EJV Regulations”); la Wholly Foreign Owned Enterprises Law (1986, “WFOE Law”) e le relative Implementing Regulations (1990, “WFOE Regulations”); la Sino Foreign Cooperative Joint Venture Law (1988, “CJV Law”) e le sue Implementing Regulations (1995, “CJV Regulations”); le Establishment of Foreign Investment/Companies Limited by Shares; Tentative Provisions (1995), le Foreign Exchange Control Regulations (1996), la Contract Law (1999), la Company Law (2005), le Interim Provisions on the Takeover of Domestic Enterprises by Foreign Investors (2006, M&A Rules) e la Enterprise Income Tax Law e le sue Implementing Rules (2008).
Molte di queste leggi sono state emanate a seguito dell’entrata della Cina nella WTO – in particolare, il settore del commercio è stato aperto in Cina all’investimento straniero con la Foreign Trade Law (2004); nel 2004 la Costituzione Cinese è stata rivista ulteriormente e sono stati emendati vari articoli per includere la protezione di proprietà privata (Articolo 13) – il riconoscimento formale dello sviluppo del settore privato determinatosi negli anni precedenti – e dei diritti umani (Articolo 33). La materia degli investimenti stranieri in Cina è strategicamente diretta dal Foreign Investment Industrial Guidance Catalogue (1995, continuamente soggetto ad aggiornamento, da ultimo nel 2007), di seguito denominato Catalogo, che classifica gli investimenti stranieri in Cina in 1) incoraggiati, 2) limitati, con conseguenze relative a vari aspetti dell’investimento (in particolare, ai processi autorizzativi ed alla possibilità che l’attività sia condotta in partecipazione o meno con un partner locale) 3) vietati, o 4) permessi, di cui fanno parte tutti gli investimenti non elencati nel Catalogo. La Cina ha inoltre recentemente implementato la strategia indirizzata ad accelerare lo sviluppo economico delle regioni centrali e dell’ovest, fino ad ora meno coinvolte dallo sviluppo tumultuoso che ha caratterizzato le regioni costiere della Cina Popolare. Una serie di politiche preferenziali, tra cui esenzioni e favorevoli regimi fiscali, supporto delle autorità e possibilità di investire in progetti che il Catalogo classifica come limitati, sono state formulate in Cina per attirare capitale straniero nelle regioni centrali e dell’ovest. La materia è regolata in Cina principalmente dal Catologue for Priority Industries for Foreign Investment in Central and Western Regions, promulgato nel giugno 2000 e aggiornato nel 2004. Un fondamentale passo verso la più ampia e generale liberalizzazione del commercio e degli investimenti in Cina è rappresentato dall’ingresso della Cina nella WTO (2001), con le seguenti (principali) implicazioni:
•progressiva riduzione dei dazi doganali per tutti i prodotti importati in Cina;
•eliminazione in Cina (nel 2005) del sistema delle quote, in tutti i settori delle varie attività di scambio tra Cina e resto del Mondo;
•progressiva liberalizzazione degli investimenti stranieri in più settori dell’economia Cinese
•Il settore assicurativo che In Cina era precedentemente off-limits, è stato aperto agli investimenti stranieri che soddisfino determinate condizioni, mentre il settore della distribuzione in Cina è stato liberalizzato. Restrizioni nei settori immobiliare, delle costruzioni e dei trasporti sono state eliminate; altre sono state introdotte (comunicazioni cellulari, telefonia fissa, mercati finanziari).
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